venerdì 15 novembre 2013

Il costo per il consumatore del passaggio alla moneta elettronica.

Un’altra delle principali obiezioni in merito all’abolizione del denaro contante è costituita dall’asserzione che il costo per il consumatore, esposto alla mercé delle banche e costretto ad aprire un conto corrente ed a dotarsi di bancomat e carta di credito, sarebbe piuttosto salato.
Affrontiamo quindi anche questa obiezione sottoponendola da un rigoroso fact checking.
L’ultima rilevazione di Bankitalia ha evidenziato che la spesa media per la gestione di un conto corrente bancario nel 2012 è stata di € 103,80, in calo rispetto agli anni precedenti. La rilevazione ha preso in considerazione gli oneri e le commissioni, diversi dagli interessi, effettivamente addebitati nel corso del 2012 sugli estratti conto di un campione rappresentativo di clienti. Il decremento risulta dovuto ad una diminuzione delle spese fisse, mentre sono aumentate le spese variabili, in particolar modo le commissione relative alle operazioni effettuate allo sportello e non online. L’analisi di Bankitalia ha inoltre evidenziato che i conti correnti più recenti offrono spesso condizioni economiche migliori rispetto a quelli con più anzianità.( Fonte: Banca d’Italia - Indagine sul costo dei conti correnti nel 2012 – Settembre 2013)
Federconsumatori e Adusbef hanno tuttavia contestato i dati forniti da Bankitalia, effettuando nel 2013 un proprio monitoraggio sul costo medio di gestione di un conto corrente con “profilo a bassa operatività” e rigorosa metodologia ISC (Indicatore Sintetico di Costo): dall’indagine effettuata tale costo medio si attestava a 347 euro, contro una media UE di appena 114 euro.
Se passiamo poi ad esaminare il costo delle carte di credito, il cui canone è talvolta compreso nel canone base del conto corrente, analogamente a quanto avviene per il bancomat,  dovremo considerare una spesa aggiuntiva media, per una famiglia tipo di 4 persone, di circa 85 euro all’anno, come di evince dalla tabella proposta di seguito (Fonte: Altroconsumo):

Banca emittente
Fineco
Intesa Sanpaolo
Unicredit
Unipol Banca
Conto Corrente Arancio
Canone annuo
0 €
30,00 €
33,00 €
26,00 €
0 €
Canone annuo carta aggiuntiva
10,00 €
18,00 €
25,00 €
20,00 €
n.d.
Circuito
Visa + Mastercard
Visa + Mastercard
Mastercard
Visa
Visa
Costo invio estratto conto
0 €
0,70 €
0,82 €
1,50 €
5,00 €
Costo invio estratto conto online
0 €
0 €
0 €
0 €
0 €

Il costo della moneta elettronica, per la nostra famiglia tipo di 4 persone, sarebbe dunque pari annualmente ad una cifra che, a seconda della fonte, può comunque variare da un minimo di € 188,80 (spesa mensile a famiglia euro 15.73) ad un massimo di euro 432,00 (spesa mensile a famiglia euro 36,00).
Il costo è troppo alto? 
Di recente l’Autorità Garante della concorrenza e del mercato ha ultimato un’indagine sui costi dei depositi bancari da cui è emerso che ci sono spazi per ridurre i costi e risparmiare fino a 180 euro all’anno, ma occorre più informazione ai cittadini. I bonifici possono sfiorare i 7 euro, i prezzi scendono solo per i giovani, la mobilità da una banca all’altra è ancora molto bassa e non decolla il Conto base, quello a basso prezzo. Nonostante un’evoluzione più competitiva del settore è ancora bassa la mobilità tra una banca e l’altra, ma anche l’applicazione di condizioni più favorevoli all’interno dello stesso istituto. Sono necessari interventi normativi che favoriscano la conoscenza dei risparmiatori. I prezzi più alti sono nelle banche dove si concentra il 70% dei conti correnti. È confermata la convenienza dei conti online.
Occorre inoltre tener presente che parte del costo del conto corrente è costituito dall’imposta di bollo sui saldi medi annuali superiori a 5000 euro, pari ad euro 34,20, tassazione che, nell’ipotesi di un passaggio alla moneta elettronica, andrebbe immediatamente abolita.
Altra misura necessaria allo sviluppo di una maggiore concorrenza in ambito bancario è quella relativa alla portabilità dei conti correnti: l’art. 13 della bozza del disegno di legge collegato alla legge di Stabilità stabilisce che “il rapporto di conto corrente bancario può essere estinto o trasferito ad altra banca a richiesta del cliente, anche se è stato pattuito un termine a favore della banca creditrice. Ogni patto, anche posteriore alla conclusione del contratto, con il quale si impedisca o si renda più oneroso o complesso per il cliente l'esercizio della facoltà di cui al presente articolo è nullo, ma non comporta la nullità del contratto di conto corrente".
Sulla stessa direttrice, ma con maggiore incisività pratica, sembra muoversi adesso anche la Commissione Ue, che ha proposto una direttiva  presentata dal Commissario UE al mercato interno Michel Barnie  che prevede che il cambio di banca debba avvenire in un massimo di 15 giorni, e che tutte le domiciliazioni siano spostate automaticamente nella nuova banca, qualora un cliente decida di cambiare istituto.
Occorre dunque darsi da fare, come facciamo d’altronde già adesso per la telefonia, l’energia o la televisione, e soprattutto privilegiare, ove in grado, i conti online, che offrono infine operazioni a costo zero.
A fronte dello sforzo che faremo, dobbiamo sempre ricordare i benefici che ricaveremo dall’abolizione del contante, ossia  la risoluzione di importanti problematiche come, ad esempio:
Ø Lavoro nero, ivi comprese le più subdole forme in cui ad un pagamento formale segue il riversamento in contanti di parte di quanto percepito, con generazione di ulteriore nero ed evasione fiscale; 
Ø Evasione fiscale, almeno per tutta quella micro e media evasione che avviene tramite l'uso del contante (commercio al dettaglio, lavoratori autonomi, locazioni abitative...); 
Ø Lotta alla criminalità organizzata, in relazione ad alcune attività, quali lo spaccio di droga, lo sfruttamento della prostituzione ed il gioco d'azzardo, per le quali è inimmaginabile il pagamento elettronico; 
Ø Corruzione, per quella parte che avviene in denaro contante.

E, poi diciamo la verità: quanti italiani non posseggono un conto corrente e conservano in casa tutti i propri averi?

Ne vogliamo parlare?

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