Un’altra
delle principali obiezioni in merito all’abolizione del denaro contante è
costituita dall’asserzione che il costo per il consumatore, esposto alla mercé
delle banche e costretto ad aprire un conto corrente ed a dotarsi di bancomat e
carta di credito, sarebbe piuttosto salato.
Affrontiamo
quindi anche questa obiezione sottoponendola da un rigoroso fact checking.
L’ultima
rilevazione di Bankitalia ha evidenziato che la spesa media per la gestione di un conto corrente bancario nel 2012
è stata di € 103,80, in calo
rispetto agli anni precedenti. La rilevazione ha preso in considerazione gli
oneri e le commissioni, diversi dagli interessi, effettivamente addebitati nel
corso del 2012 sugli estratti conto di un campione rappresentativo di clienti. Il
decremento risulta dovuto ad una diminuzione delle spese fisse, mentre sono
aumentate le spese variabili, in particolar modo le commissione relative alle
operazioni effettuate allo sportello e non online. L’analisi di Bankitalia ha
inoltre evidenziato che i conti correnti
più recenti offrono spesso condizioni economiche migliori rispetto a quelli con
più anzianità.( Fonte: Banca d’Italia
- Indagine sul costo dei conti correnti nel 2012 – Settembre 2013)
Federconsumatori e Adusbef hanno tuttavia contestato i dati forniti da
Bankitalia, effettuando nel 2013 un proprio monitoraggio sul costo medio di gestione di un conto corrente con “profilo
a bassa operatività” e rigorosa metodologia ISC (Indicatore Sintetico di
Costo): dall’indagine effettuata tale costo medio si attestava a 347 euro, contro una media UE di appena
114 euro.
Se passiamo poi ad esaminare il costo delle carte di credito, il cui canone è talvolta compreso nel
canone base del conto corrente, analogamente a quanto avviene per il bancomat, dovremo considerare una spesa aggiuntiva
media, per una famiglia tipo di 4 persone, di circa 85 euro all’anno, come di evince dalla tabella proposta di seguito (Fonte: Altroconsumo):
Banca emittente
|
Fineco
|
Intesa Sanpaolo
|
Unicredit
|
Unipol Banca
|
Conto Corrente Arancio
|
Canone annuo
|
0
€
|
30,00
€
|
33,00
€
|
26,00
€
|
0
€
|
Canone annuo carta aggiuntiva
|
10,00
€
|
18,00
€
|
25,00
€
|
20,00
€
|
n.d.
|
Circuito
|
Visa
+ Mastercard
|
Visa
+ Mastercard
|
Mastercard
|
Visa
|
Visa
|
Costo invio estratto conto
|
0
€
|
0,70
€
|
0,82
€
|
1,50
€
|
5,00
€
|
Costo invio estratto conto online
|
0
€
|
0
€
|
0
€
|
0
€
|
0
€
|
Il
costo della moneta elettronica, per la nostra famiglia tipo di 4 persone, sarebbe dunque pari annualmente ad una
cifra che, a seconda della fonte, può comunque variare da un minimo di € 188,80 (spesa
mensile a famiglia euro 15.73) ad un massimo di euro 432,00 (spesa mensile a famiglia euro 36,00).
Il
costo è troppo alto?
Di
recente l’Autorità Garante della concorrenza e del mercato ha ultimato un’indagine
sui costi dei depositi bancari da cui è emerso che ci sono spazi per ridurre i
costi e risparmiare fino a 180 euro all’anno, ma occorre più informazione ai cittadini. I bonifici possono sfiorare
i 7 euro, i prezzi scendono solo per i giovani, la mobilità da una banca
all’altra è ancora molto bassa e non decolla il Conto base, quello a basso
prezzo. Nonostante un’evoluzione più
competitiva del settore è ancora bassa la mobilità tra una banca e l’altra, ma
anche l’applicazione di condizioni più favorevoli all’interno dello stesso
istituto. Sono necessari interventi normativi che favoriscano la conoscenza dei risparmiatori. I
prezzi più alti sono nelle banche dove si concentra il 70% dei conti correnti. È confermata la convenienza dei conti online.
Occorre
inoltre tener presente che parte del costo del conto corrente è costituito
dall’imposta di bollo sui saldi medi
annuali superiori a 5000 euro, pari ad euro 34,20, tassazione che, nell’ipotesi di un passaggio alla moneta
elettronica, andrebbe immediatamente
abolita.
Altra
misura necessaria allo sviluppo di una maggiore concorrenza in ambito bancario
è quella relativa alla portabilità dei
conti correnti: l’art. 13 della bozza del disegno di legge collegato alla legge di Stabilità stabilisce che “il
rapporto di conto corrente bancario può essere
estinto o trasferito ad altra banca a richiesta del cliente, anche se è stato
pattuito un termine a favore della banca creditrice. Ogni patto, anche
posteriore alla conclusione del contratto, con il quale si impedisca o si renda
più oneroso o complesso per il cliente l'esercizio della facoltà di cui al
presente articolo è nullo, ma non comporta la nullità del contratto di conto
corrente".
Sulla stessa direttrice, ma con maggiore incisività
pratica, sembra muoversi adesso anche la Commissione Ue , che
ha proposto una direttiva
presentata dal Commissario UE al mercato interno Michel Barnie che prevede che il cambio di banca debba
avvenire in un massimo di 15 giorni, e che tutte le domiciliazioni siano spostate
automaticamente nella nuova banca, qualora un cliente decida di cambiare
istituto.
Occorre
dunque darsi da fare, come facciamo d’altronde già adesso per la telefonia,
l’energia o la televisione, e soprattutto privilegiare, ove in grado, i conti
online, che offrono infine operazioni a costo zero.
A
fronte dello sforzo che faremo, dobbiamo sempre ricordare i benefici che
ricaveremo dall’abolizione del contante, ossia
la risoluzione di importanti problematiche come, ad esempio:
Ø Lavoro nero,
ivi comprese le più subdole forme in cui ad un pagamento formale segue il
riversamento in contanti di parte di quanto percepito, con generazione di
ulteriore nero ed evasione fiscale;
Ø Evasione
fiscale, almeno per tutta quella micro e media evasione che avviene tramite l'uso del contante (commercio al dettaglio, lavoratori autonomi, locazioni
abitative...);
Ø Lotta alla
criminalità organizzata, in relazione ad alcune attività, quali lo spaccio di
droga, lo sfruttamento della prostituzione ed il gioco d'azzardo, per le quali
è inimmaginabile il pagamento elettronico;
Ø Corruzione,
per quella parte che avviene in denaro contante.
E,
poi diciamo la verità: quanti italiani
non posseggono un conto corrente e conservano in casa tutti i propri averi?
Ne vogliamo parlare?
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